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Tra i casalinghi, in genere notificati nel sistema Rapex, soprattutto per rischio incendio e rischio elettrico, ricordiamo i casi particolari che riguardano la presenza di amianto.

Si tratta di articoli provenienti dalla Cina, ove l’amianto non è vietato e quindi regolarmente prodotto e utilizzato nei beni di consumo per la sua proprietà di fornire resistenza al calore e al fuoco.
In Italia tra il 2006 e il 2007 sono state numerose le notifiche relative ai termos di produzione cinese, che nell’intercapedine, tra i due vetri, presentavano un dischetto biancastro, solitamente visibile ad occhio nudo, costituito da cartone pressato e amianto (per lo più crisotilo, ma anche crocidolite).

Queste pasticche, circolari o cilindriche, fino a tre per contenitore, erano poste nell’intercapedine del doppio involucro in vetro, come distanziatori per conferire maggiore resistenza all’articolo.

In Italia, in quegli anni, sono stati sequestrati quasi 60.000 articoli. Tutti gli importatori sono stati segnalati alla pertinente autorità giudiziaria, per violazione della Legge 257/92 e del DPR 10 settembre 1982 n. 904.
I sequestri hanno coinvolto quasi tutte le regioni; il rischio sanitario, connesso alla liberazione di fibre di amianto, era legato alla possibile rottura del contenitore in vetro e alla manipolazione della pasticca. Gli articoli erano accompagnati da certificati di conformità (cinesi) a testimonianza della scarsa conoscenza della normativa italiana ed europea.

Successivamente la presenza di amianto è stata rilevata dal Ministero della salute italiano nelle fiaccole da giardino in bambù provenienti dalla Cina.
Presentavano, infatti, una rondella di cm 3 di diametro, costituita da cartone di crisotilo e, quindi, estremamente friabile (tenore in amianto 75%), utilizzata per ridurre la temperatura e posta tra lo stoppino della fiaccola e il tappo del flacone per l’olio combustibile.
In questo caso il rischio era sicuramente superiore rispetto a quello costituito dalla pastiglia in amianto presente nei termos, perché la rondella era facilmente asportabile e non vincolata.

Si è quindi proceduto al ritiro dal mercato, al richiamo presso i consumatori (la distribuzione aveva investito numerosi supermercati e grandi magazzini) al sequestro e alle denunce degli importatori alla autorità giudiziaria.
Attualmente il divieto di fabbricazione, immissione e uso delle fibre di amianto è vietato dal punto 6 dell’allegato XVII del Regolamento REACH.


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Data di pubblicazione: 31 ottobre 2022, ultimo aggiornamento 3 novembre 2022

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